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BENVENUTO
Identità marchigiana, valorizzazione dell’entroterra e difesa dell’ambiente: sono queste le direttrici che i Gre delle Marche indicano come prioritarie per un lavoro che arresti la deriva della politica e delle istituzioni.
FORMAZIONE
I Gruppi di Ricerca Ecologica offrono formazione specializzata sia a distanza, sia in presenza di Tutor. Si raccolgono adesioni per la formazione di un Corpo di Guardie Volontarie ambientali.
RISORSE UTILI
In questa sezione ti suggeriamo alcuni links utili per completare le tue ricerche online sui temi che riguardano I Gre delle Marche
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 23/07/2014 @ 22:32:50, in News, linkato 2370 volte)

 

I GRE delle Marche sono la sezione marchigiana dei Gruppi di Ricerca Ecologica, un’associazione ambientalista nazionale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente. Formazione, valorizzazione dell’entroterra, difesa dell’ambiente e agricoltura sostenibile sono le principali aree di intervento. Alle quali si affianca la ricerca sulle produzioni agricole ecologiche e la sperimentazione con il centro di ricerca alimentare chiamato CEREALI, promosso da GRE e Fapi (Federazione Agricola Piccole Imprese) con la collaborazione di Copagri Marche. Abbiamo discusso con il presidente Massimo Guido Conte riguardo alle potenzialità della canapa nel recupero del territorio, nell’agricoltura sostenibile e nella definizione di nuovi modelli per lo sviluppo territoriale ed economico.
 
Come vedete l’universo canapa industriale in Italia?
 
Alcuni consorzi italiani sembrano costellazioni che ruotano attorno a un unico astro per tutte le fasi del processo, mentre all’opposto ci sono tentativi di autoaffermazione locali, di solito regionali, che delimitano territori ma non fanno sufficiente volume. Questa non è filiera corta ma piccoli circuiti chiusi di trasformazione. Il risultato sono modeste quantità di olio, pasta o prodotti da forno e in genere il coltivatore non ha un ritorno che lo incentivi a proseguire. In Puglia sembra invece che abbiano preso una strada giusta e il settore è in rapida crescita. Nello scenario della canapa italiana il nostro punto di vista è diverso da quello degli operatori economici e delle loro associazioni: ci sono stati momenti di dialogo ma le occasioni di apertura verso nuove proposte sono mancate.
 
Quali sono le vostre proposte?


Dobbiamo smettere di temere l’eccesso di offerta e capire che nuovi appezzamenti a canapa portano a un mercato più grande. I GRE delle Marche propongono una riduzione delle coltivazioni intensive per fermare lo sfruttamento del territorio e distribuire i profitti fuori da cerchie monopoliste. Coltivatori e operatori del settore devono capire che la concorrenza porta credibilità. Nelle Marche abbiamo circa 13 ettari produttivi ma ho un’offerta di 300 ettari in un’altra regione per un progetto di recupero territoriale fondato sulla reintroduzione della canapa. Vogliamo realizzare un borgo dove si produce e si trasforma la materia prima, si sviluppano conoscenze e si promuovono prodotti realizzati con la canapa, soprattutto in campo alimentare, ma anche carte, corde, stoviglie e tutto quello che tradizione e innovazione possono costruire insieme.
 
Come potrebbe crescere l’industria della canapa alimentare in Italia?
 
I derivati della canapa tendono a essere considerati più come medicine che come alimenti. Questo è sbagliato e ha già causato problemi con le autorità e sequestri di prodotto. I bassi rendimenti possono giustificare prezzi elevati ma dobbiamo far uscire la canapa dalla nicchia dei consumatori molto esigenti per diventare una delle basi per gli alimenti di largo consumo. Opportunità interessante per i produttori locali prima che la grande industria ne comprenda le potenzialità. Infine, lo studio di nuove ricette con olio e farina di canapa può offrire nuovi orizzonti gastronomici a chi non può assumere amido o glutine, come avevo già sperimentato con gli gnocchi di topinambur e canapa.
 
La canapa può creare turismo?


 Certo. Soprattutto un turismo attento all’alimentazione. Il territorio di Jesi può catturare turismo dalla riviera e offrire esperienze gastronomiche uniche come centro di una sperimentazione culinaria sulla canapa. Vogliamo ad esempio creare di un marchio di qualità per alcuni prodotti alimentari che contengono canapa coltivata nelle Marche. La nostra attività di formazione, le conferenze, le attività con scuole, università e centri di ricerca entra  perfettamente in questa visione di un territorio da valorizzare integrando e non separando le risorse e gli attori. La nostra collaborazione con Fapi è un buon esempio di collaborazione fra operatori con diversi ruoli e spero prosegua coinvolgendo chi crede davvero nello sviluppo diffuso e sostenibile.
 
 

Stefano Mariani 
da Canapa Industriale  

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Di Admin (del 22/06/2014 @ 08:34:44, in News, linkato 4143 volte)
Anche I Gre delle Marche vedono come fulcro delle loro attività la promozione di un tipo di agricoltura sì produttiva, ma soprattutto multifunzionale, sostenibile, rispettosa dell’ambiente e attenta alle esigenze dell’uomo e delle comunità nel tempo. Si è profondamente consapevoli del fatto che la degradazione del valore delle risorse naturali oggi, avrà dirette implicazioni sulla produttività agricola di domani. Biodiversità, conservazione del suolo e dell’acqua, dipendono da un’agricoltura sostenibile. I vantaggi di questo metodo di produzione rispetto a quello convenzionale sono facilmente riconoscibili (in particolare: conservazione della fertilità dei suoli e della biodiversità, riduzione di inquinamento da agro-farmaci, migliore rapporto con le risorse idriche, salute). La Canapa, come a molti noto, è una risorsa rinnovabile eco-compatibile. La sua notevole adattabilità, la diversificazione della destinazione produttiva e gli interessanti sbocchi commerciali in settori innovativi rispetto ai tradizionali ambiti tessile e cartario, oltre alla possibilità di praticarne la coltivazione con tecniche a basso impatto ambientale, accrescono l'interesse per questa pianta, che può rappresentare una valida alternativa alle tradizionali colture alimentari di cui la politica dell'Ue sta tentando di disincentivare la produzione a vantaggio di quelle in grado di fornire materie prime per le industrie di trasformazione, di cui risulta deficitaria (Gatto, Laureti). La Canapa è una pianta decisamente versatile: può essere coltivata ripetutamente sullo stesso terreno il quale ne risulta tutt’altro che impoverito ed è capace, con le sue radici profonde e sottilmente ramificate, di “ammorbidire” la struttura di quei terreni induriti da uno sfruttamento eccessivo. In tre mesi dalla semina è pronta per il raccolto. Una volta estratta la fibra tessile o dopo aver raccolto i semi, rimane la parte legnosa, o “canapulo”, che costituisce non un semplice sottoprodotto, ma un'altra importante materia prima. La coltivazione di Cannabis sativa L. ha registrato negli ultimi anni un notevole incremento a livello comunitario. Nelle Marche si parla di un prodotto per secoli presente nel settore agricolo e del quale, dalla seconda metà del Novecento, si erano perse le tracce a causa della prepotente comparsa sul mercato di prodotti derivanti dal petrolio che, e non da oggi, abbiamo scoperto essere uno dei principali motivi di degrado del Pianeta sia sotto il profilo prettamente ecologico, sia sotto l’aspetto sociologico ed antropologico. Tuttavia la strada è ancora in salita. Uno dei principali problemi della reintroduzione di questi prodotti all’interno del mercato contemporaneo è la ricreazione della filiera di lavorazione del prodotto tessile e legnoso che richiede investimenti estremamente ingenti, una sostanziale modifica delle abitudini produttive e dei macchinari per la sua lavorazione e, non per ultimo, la necessità di sradicare un persistente pregiudizio generale. Uno dei principali obiettivi dei Gre delle Marche è proprio quello di riuscire a ricostruire la filiera per intero partendo dal gradino principale: l’informazione e la divulgazione di informazioni chiare e corrette, passando per la ricerca a livello ecologico/produttivo e la sperimentazione in campo alimentare. Si sta lavorando nella tessitura di una rete di piccoli agricoltori e con il Centro di ricerca alimentare “CEREALI” si sta valutando l’impiego di questa pianta “multitasking” in tutte le sue sfaccettature. Lavori e prodotti di varia natura sono stati presentati al pubblico della provincia Anconetana in molteplici occasioni: Morro d’Alba, Ostra Vetere, Fermo e prossimamente anche a Jesi e in molte altre città marchigiane. Curiosità: il seme e l'olio di canapa Si insegna che Buddha mangiò solamente un seme di canapa per tre anni durante il suo periodo di ascetismo. La canapa esiste dal doppio del tempo rispetto alla soia, la dura corteccia esterna del seme non solo protegge la sua abbondanza di principi nutritivi, ma ha reso anche difficile il suo uso come cibo. Il seme di canapa è molto più nutriente di quello di soia in quasi tutti gli aspetti ed altrettanto versatile. Il cibo a base di canapa è in genere ricavato dal seme. E´ impossibile per questo seme contenere alcun THC, il componente psicoattivo della marijuana, che viene prodotto dalla cima fiorita della pianta femmina. I cibi di canapa sono ricchi in TLC, e non THC. Esistono persino ceppi di canapa con basso quantitativo di THC certificato, in Europa, per la produzione di fibra. Recenti ricerche scientifiche hanno dichiarato l´olio di canapa "L´olio naturale maggiormente bilanciato" per il suo alto contenuto ed il rapporto ottimale 1:3 dei due acidi grassi essenziali Omega-3 Linolenico (LNA) ed Omega-6 Linoleico (LA). Il suo profilo insolitamente ben bilanciato significa che si potrebbe usarlo tutta la vita senza mai soffrire da mancanza di Acidi Grassi Essenziali. E contiene anche l´Omega-6 Gamma Lonolenico (GLA) che lo rende unico tra gli oli commestibili (nessun altro olio da semi comuni contiene il GLA). di Eleonora Giuliodori
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Di Admin (del 25/04/2014 @ 23:16:53, in News, linkato 1606 volte)

E' stato firmato dal ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti il decreto ministeriale che prevede l'obbligo di adesione al Sistri solo per le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che abbiano più di 10 dipendenti. Nel decreto, che esclude dal sistema di tracciabilità dei rifiuti tutte le imprese agricole che conferiscono i rifiuti prodotti nei circuiti organizzati di raccolta, sono previste anche altre disposizioni di semplificazione amministrativa, chiarite le modalità di gestione dei trasporti intermodali e prorogato al 30 giugno 2014 il versamento del contributo annuale.

Per informazioni: fapi.ancona@gmail.com

24 aprile 2014

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Di Alex (del 13/03/2014 @ 15:27:34, in News, linkato 4004 volte)

 

BASTA "ACQUA SPORCA"

DOMENICA 23 MARZO

C/O LA CASA DELLE CULTURE DI ANCONA 

(clicca qui per la mappa)

ALLE ORE 17:15 

si terrà un incontro pubblico sulla tutela della costa del Conero


programma:

 

Il geologo Andrea Dignani presenterà i dati sull'evoluzione delle spiagge di Portonovo

La biologa marina Cecilia Totti spiegherà i legami tra l'alga tossica e le scogliere artificiali

Sarà proiettato un video sulla dinamica costiera delle spiagge del Conero

Condurrà l'incontro lo storico e naturalista Giorgio Petetti

 

Aderiscono all'iniziativa:


Comitato Mare Libero

ORA - Organizzazione Ragazzi per Ancona

Comitato Mezzavalle Libera

Italia Nostra Ancona

Casa delle Culture

GRE - Gruppi di Ricerca Ecologica delle Marche

Ente Parco del Conero

WWF Marche

WWF Ancona

 

siete tutti invitati a partecipare

 

(clicca qui per la mappa)

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Di Admin (del 22/02/2014 @ 16:23:00, in News, linkato 1427 volte)
"Su questo tema sono primo firmatario di una proposta di legge composta da un solo articolo, che allego:
"Art. 1 
(Modifica dell’articolo 19 della l.r. 6/2005) 
 
1. All’articolo 19 della legge regionale 23 febbraio 2005, n. 6 (Legge forestale regionale), dopo il comma 6 è inserito il seguente: 
“6 bis. Fermo restando il rispetto delle distanze indicate ai commi 2 e 6, costituisce utilizzo in agricoltura l’abbruciamento del materiale di cui al medesimo comma 6, ovvero di altro materialeagricolo e forestale naturale non pericoloso, in quanto inteso come pratica ordinaria finalizzataalla prevenzione degli incendi o metodo di controllo agronomico di fitopatie, di fitofagi o di infestanti vegetali”.
 

Il contenuto di questa proposta è stato recepito ieri nella modifica alla legge forestale dalla III Commissione presieduta dal collega Fabio Badiali. Pertanto presto sarà in aula. Crediamo di aver risolto in larga parte un difficile problema per la nostra agricoltura." 

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Di Admin (del 24/01/2014 @ 11:51:48, in News, linkato 1475 volte)

 

31 GENNAIO 1 e 2 FEBBRAIO 2014 - Save the date!

La festa di Montenovo è arrivata alla 16°edizione con un programma ricco di musica, animazione e ottima gastronomia locale, arricchita dalla presenza del nostro stand dove potrete provare la Piada alla Canapa e la novità della "carneNONcarne".

Lo stand sarà in piazza della Libertà, dove suonerà in concerto Stefano Bellotti in arte Cisco, con il suo "Indietro Popolo tour".

Vi aspettiamo, come sempre, numerosi ed entusiasti.
Informazioni: info@igredellemarche.org - cell.: 3341665731

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Cereali è un Centro Ricerche in ambito alimentare, promosso da I Gre delle Marche e Copagri Marche. 
 
Costituito giuridicamente come associazione non-profit che si propone di innovare i prodotti destinati all’alimentazione umana rispettando ed enfatizzando gli aspetti
Ecologici
Etici 
Nutritivi
Economici
 
Per questi motivi nella compagine di Cereali, trovano posto medici e tecnici nutrizionisti, associazioni delle categorie produttive, aziende, enti pubblici e privati, assieme ad associazioni consumatori. 
Soggetti, tutti, sensibili al rispetto delle dinamiche di produzione ed assunzione dei prodotti alimentari.
 
    L’Associazione per le sue finalità svolge:
 
corsi di educazione alimentare per bambini ed adulti per contribuire ad una più corretta informazione ed educazione alimentare dei consumatori e dei cosiddetti opinion-maker 
stage di fitness e wellness;
corsi di cucina salutare;
progetti di educazione alimentare nelle scuole pubbliche e private;
buffet tematici sulla sana e corretta alimentazione;
consulenze nutrizionali all’industria alimentare; partecipare ai programmi di ricerca&sviluppo: 
Convegni, seminari e dibattiti su alimentazione, sport e benessere. Anche con la pubblicazione di materiale multimediale destinato sia a specialisti, sia al pubblico; cercare visibilità sui media sollecitandoli a seguire i temi specifici della corretta produzione e del più appropriato consumo dei cibi, anche attraverso la organizzazione di convegni, seminari, e conferenze stampa. 
Progettazione di menù che rispettando le esigenze, ed il Diritto del consumatore ad una sana e corretta alimentazione rispetti anche i criteri
 
Ecologici, Etici, Economici
 
È utile chiarire che quando citiamo i parametri economici non intendiamo solo porre l’attenzione sul contenimento dei costi che determineranno il prezzo ma, soprattutto, tutelare il ritorno economico degli operatori alfine di consentire una serena produttività senza dover ricorrere ad espedienti nocivi per la salute dell’Uomo e del Pianeta.
 
A questo proposito si pensa di dover favorire, principalmente la realizzazione di filiere corte alfine di consentire sia una maggiore rimuneratività del produttore, sia un reale risparmio di risorse – anche ambientali, a tutto vantaggio della qualità delle materie prime e, conseguentemente, dei cibi da essi derivanti.
 
Accorciare la filiera, però, non può essere solo un espediente affidato a dinamiche commerciali e distributive; occorre, a nostro avviso, anche sforzarsi di innovare per creare nuove opportunità di utilizzo delle materie prime esistenti e non valorizzate e di introdurne altre in grado di aumentare il valore del lavoro svolto. 
 
Alcune di queste idee sono già state sviluppate, altre verranno affinate con la collaborazione di coloro che vorranno dedicare tempo e passione a questo – per noi – importante lavoro che ci accingiamo a compiere. 
 
Cereali si doterà di un Comitato Scientifico formato da esperti di sicura competenza nelle diverse discipline attinenti il comparto degli alimenti e delle bevande ma anche di altrettanto esperti delle dinamiche produttive e di tutela ambientale volendo, come già detto, cercare di compiere un’azione organica che non privilegi un aspetto a scapito di altri, altrettanto importanti. 
 
 
Idea di organizzazione:
 
L'Associazione è composta, in massima parte, da rappresentanti di enti, aziende ed associazioni. Riterremmo, pertanto, importante privilegiare il concetto di rappresentanza rispetto a quello, oggi tanto in voga, e noto col principio uno vale uno. 
 
L’aspetto di funzionalità e rispetto degli obiettivi prefissati, a nostro avviso, dovrebbe prevalere su quello della rappresentatività.
 
Gli interessi da tutelare non sono quelli dei singoli partecipanti all’iniziativa ma quelli generali e più ampi della tutela del territorio e dei consumatori. 
 
Per questo motivo, oltre che per il rispetto dovuto alle varie componenti l’organismo, al momento non è ancora stato stilato uno Statuto che resta aperto alla collaborazione di tutti i Soci costituenti.
 
 
 
Le competenze che dovrebbero comporre lo staff sono, essenzialmente, legate alle figure sotto riportate.
medici Nutrizionisti e di medicina generale
educatori dell'infanzia
esperti di attività motoria
chef di cucina e tecnologi alimentari
agronomi, veterinari
esperti di comunicazione e delle dinamiche produttive e commerciali
sociologi
 
Possono far parte dell’Associazione, in numero illimitato, tutti coloro intendono collaborare per il raggiungimento dei fini prescritti e che si riconosceranno nello Statuto.
 
L’Associazione dispone di una sede, anche prestigiosa, con annesso laboratorio culinario completo di attrezzatura per la preparazione e conservazione dei cibi.
Detta sede è inserita in un contesto alberghiero di prima qualità e consentirebbe, quindi, sin da subito lo svolgimento di lunch degustativi, dimostrazioni, corsi, convegni, mostre, ecc.
Il nome della struttura è Finis Africae Hotel, di Senigallia, gestito dalla società Blue&White Stars e diretta da Roberto Frulla, membro della segreteria regionale de I Gre delle Marche. 
 
Massimo Guido Conte
 
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Di Admin (del 11/01/2014 @ 15:38:58, in News, linkato 1270 volte)

 Sabato undici gennaio, alle ore dieci, in piazza Saffi, a Senigallia, la Cna consegnerà alla Caritas i doni raccolti durante le feste natalizie. 

 
Alla strenna ha partecipato anche "Cereali" che con la società B&W Stars hanno donato un quantitativo di GranRagout e di GranBurger. 
 
Alla conferenza stampa che si terrà, contestualmente, presso il bar Saffi (nella omonima piazza) I Gre delle Marche e Cereali ringrazieranno la Cna e la B&W Stars per l’opportunità di far conoscere il frutto della loro ricerca e lavoro, unitamente alla possibilità di compiere opera meritoria. 
 
Un ringraziamento, inoltre, verrà rivolto a Copagri Marche per il sostegno alla ricerca che, quotidianamente Cereali svolge in favore della promozione di un’alimentazione ecologicamente sostenibile, economicamente compatibile, eticamente corretta e nutrizionalmente efficace. 
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LETTERA APERTA DEL WWF ITALIA ALLA GIUNTA DELLA REGIONE MARCHE: FERMATE I TAGLI AI FINANZIAMENTI PER I PARCHI E L'EDUCAZIONE AMBIENTALE, PER PROMUOVERE CON COERENZA UNA GREENECONOMY PER IL RILANCIO DEL PAESE.
 
Egregio Presidente Spacca ed Assessori della Regione Marche,
 
questa settimana a Roma, dal 11 al 12 dicembre alla presenza delle massime autorità dello Stato, si svolgerà la Conferenza Nazionale "La Natura dell'Italia: biodiversità, aree protette e green economy per il rilancio del Paese".
L'incontro voluto dal Ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, vedrà partecipe anche il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani a testimoniare l'impegno delle Regioni per la promozione di una economia verde basata sulla valorizzazione del nostro patrimonio naturale.
In vista di questo importante evento nazionale la Regione Marche lo scorso 28 novembre ha voluto dedicare una giornata alla green economy legata alla natura delle Marche. I dati presentati in tale occasione rendono evidente il valore e le opportunità che una attenta gestione delle risorse naturali può offrire, in particolare per i giovani che animano decine di cooperative e società già impegnate da anni nelle diverse forme della green economy.
 
I Parchi e le Riserve Naturali nelle Marche occupano il 10% della superficie regionale ma nei comuni ricadenti in tali aree si registrano arrivi di turisti pari al 41,7% del totale regionale. Numerosi i progetti e investimenti nei rispettivi territori per una serie di interventi che non sono di mera protezione della Natura ma riguardano attività di promozione e valorizzazione territoriale. Sono sempre più catalizzatori di un processo per lo sviluppo sostenibile. Tutti i parchi delle Marche sono certificati secondo i principi della Carta Europea del Turismo Sostenibile. Nei Parchi, nelle Riserve Naturali e nei siti Natura 2000 sono ubicate oltre l'80% delle sorgenti idropotabili delle Marche, tali aree garantiscono la qualità e il valore dell'acqua che tutti gli abitanti delle Marche bevono.
 
Nelle Marche operano inoltre 44 Centri di Educazione Ambientale (CEA) che sono stati organizzati in 8 reti territoriali; in ciascuna di esse sono presenti da 4 ad 8 CEA oltre ad delle strutture specializzate esistenti nel territorio, come Musei, Centri visita, Aziende (da 15 a 35) che nel loro insieme compongono un'offerta tanto strutturata quanto diversificata. I CEA hanno una capacità di autofinanziamento che raggiunge e supera 60-70% del totale (il restante viene garantito con finanziamenti regionali). Occupano mediamente 160 operatori e sono visitati da circa 3.000 scuole l'anno.
Ricordiamo i dati che proprio la Regione Marche ha presentato in occasione dell'iniziativa del 28 novembre scorso per sottolineare il paradosso e la palese contraddizione in relazione alle notizie che stanno circolando in questi giorni sull'ipotesi di significativi tagli nel bilancio regionale dei finanziamenti destinati alla gestione delle aree naturali protette e per le attività dei Centri di Educazione Ambientale.
L'ipotesi dei tagli annunciati ridurrebbero i finanziamenti dai 407.100 euro stanziati nel 2013 ad una previsione di 234.000 euro per il 2014.
Se confermati questi tagli determinerebbero una inevitabile paralisi delle attività dei Parchi e delle Riserve naturali regionali e cancellerebbero gran parte delle attività di educazione ambientale destinate alle scuole e alle famiglie della regione.
A rischio sarebbero soprattutto le opportunità di lavoro per molti giovani garantite oggi da queste attività, espressioni autentiche di quella green economy che tutti dichiarano di voler promuovere e sostenere.
Attività che producono occupazione assicurando servizi ambientali e sociali attraverso una proficua sussidiarietà tra pubblico e privato in grado di moltiplicare le risorse che l'Ente pubblico investe ed assicurare nel medio e lungo termine significativi risparmi della spesa pubblica. Basta ricordare l'importante contributo fornito dal sistema delle aree naturali protette alla resilienza del territorio in occasione dei sempre più frequenti eventi climatici estremi.
Per ogni euro stanziato dalla Regione Marche inoltre le imprese della green economy ed i cittadini che usufruiscono dei servizi ne aggiungono altri due. Il cofinanziamento medio alla rete dei Centri di Educazione Ambientale da parte della Regione negli ultimi 3 anni è stato ad esempio non superiore al 30% delle risorse movimentate, con il restante 70% assicurato dagli investimenti diretti delle famiglie e dei cittadini che alimentano una crescente domanda di natura protetta e servizi educativi in natura in particolare per i bambini.
I tagli annunciati sarebbero insostenibili per questi settori della green economy, senz'altro dinamici ma ancora fragili se abbandonati dalla Regione alle sole regole del mercato.
La green economy legata alla conservazione della natura ed ai servizi educativi richiede infatti investimenti pubblici adeguati, per sostenere e garantire servizi pubblici.
Il WWF Italia, a nome e per conto delle migliaia di cittadini marchigiani che ogni anno visitano le aree naturali protette ed i Centri di Educazione Ambientale nella regione, Vi chiede di scongiurare i tagli annunciati al bilancio regionale per queste fondamentali attività che contribuiscono a rendere concreta e virtuosa la green economy delle Marche.
Confidiamo in decisioni politiche lungimiranti e responsabili. Sarebbe davvero paradossale celebrare la green economy alla presenza del Presidente della Repubblica, dei Presidenti di Camera e Senato e di numerosi Ministri annunciando la decisione della Regione Marche di cancellare una parte rilevante delle attività che consentono di tradurre in opere e buone pratiche questa nuova economia. L'unica che puo' aiutare il rilancio del nostro Paese per uscire dalla crisi.
 
LUNEDI' 16 DICEMBRE ALLE ORE 10.00 LA RISERVA RIPA BIANCA E IL CEA SERGIO ROMAGNOLI ADERISCONO ALLA MANIFESTAZIONE DAVANTI ALLA REGIONE CONTRO QUESTE DECISIONI MIOPI E INCOERENTI
VI ASPETTIAMO A MANIFESTARE CON NOI!
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6 dicembre 2013 alle ore 17.14

Questo è un appello urgente a tutti i Difensori della Democrazia alimentare e del seme: Il 2 Ottobre 2013 è stata lanciata la Dichiarazione Europea del Seme che chiede ai cittadini, ovunque essi siano, di RIFIUTARE la NUOVA PROPOSTA EUROPEA LEGISLATIVA SUI SEMI.

Chiediamo, a chi non l'avesse ancora fatto, di firmare la dichiarazione :www.seedfreedom.eu 

A tutte le ORGANIZZAZIONI coinvolte nella battaglia per fermare il sequestro dei diritti degli agricoltori e contro la crescente monopolizzazione dei nostri semi e del nostro cibo,invitiamo ad unirsi in una piattaforma per chiedere un cambiamento radicale della Legislazione Europea sui Semi per assicurare la protezione del diritto degli agricoltori di conservare i semi, la difesa della biodiversità e della democrazia alimentare. La posta in gioco è alta - e la nostra carta migliore per cambiare le cose sta nell'unire le richieste di individui e organizzazioni, ovunque essi siano, in un foro comune indirizzato alla Commissione Europea e ai legislatori del seme - per:

 

1) Chiedere al governo Europeo, e ad altri governi nazionali, di rifiutare la nuova proposta della Legislazione Europea sui Semi della Commissione Europea.

 

2) Mettere in luce la pressante richiesta dei cittadini di tutto il mondo che la Commissione Europea ed altri enti politici legiferanti, ovunque, cessino di praticare la logica violenta dell'appropriazione del seme come principio base di legislazione sementiera. Chiediamo quindi che ogni ORGANIZZAZIONE si affianchi a questa iniziativa,  inviando il vostro logo vi potremo includere fra le organizzazioni partecipanti .

 

Link con il vostro sito saranno creati. Il procedimento legislativo a Bruxelles è già iniziato.

 

La tempestività è fondamentale. Unendo le nostre forze aumenta la nostra capacità di agire a livello dell'UE nei momenti chiave del processo legislativo. Inoltre, il collegamento tra le organizzazioni che partecipano attraverso siti web appositi e social media, facilita la mobilità e lo scambio dell'informazione.

 

Siete invitati ad UNIRVI AL MOVIMENTO e a CONDIVIDERE ampiamente e urgentemente   Per firmare la dichiarazione : www.seedfreedom.eu  Per inviare vostro logo: info@navdanyainternational.it

 

LA POSTA IN GIOCO: Da quando l'agricoltura industrializzata si e' imposta come modello agricolo vincente, la legislazione Europea in materia di semi, è diventata sempre più restrittiva dei diritti degli agricoltori e del loro libero accesso ai semi.  Allo stesso tempo  ha permesso sempre di piu' ad una manciata di industrie multinazionali di monopolizzare il mercato.  Queste industrie controllano i tre quarti dei semi commerciati ed usati dagli agricoltori. Nell'UE, si possono commercializzare soltanto i semi che si conformano alle logiche del modello industriale. A tale scopo devono superare complicati e costosi test e procedure di registrazione e la loro coltivazione dipende dai concimi chimici. Negli anni, la legislazione UE ha ridotto, in maniera drammatica, la diversità delle varietà delle sementi in commercio, mettendo a rischio la nostra sicurezza alimentare. La nuova proposta della Commissione Europea in materia di regolazione dei semi è stata presentata a maggio e in questo momento sta attraversando il percorso legislativo. Invece di migliorarla, le discussione legislative hanno preso una direzione verso ulteriori restrizioni ed un peggioramento della proposta iniziale. Le proposte dell'UE minano e mettono a rischio la democrazia alimentare e dei semi. Queste misure avrebbero l'effetto di: - mantenere il controllo e i diritti esclusivi sui nostri semi e sul nostro cibo nelle mani di poche aziende multinazionali  - aumentare l'uso dei prodotti chimici, dei pesticidi, dei semi e dei cibi OGM nei nostri sistemi alimentari e dei semi - espropriare ancora di più gli agricoltori e i giardinieri dell diritto naturale di preservare e sviluppare la diversità dei semi - continuare a ridurre in modo pericoloso la diversità nei semi, affidandosi sempre di piu' a poche varietà, mettendo a rischio la nostra sicurezza alimentare.

 

Navdanya International Via de' Pucci, 450122 Firenze

www.navdanyainternational.it

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... se è per questo,...
08/02/2010 @ 19:13:22
Di Massimo
 
<
la lupa Selana

Guardate chi è passato davanti alla telecamera… è Selana, la lupa a cui tre settimane fa è stato applicato il collare satellitare. Si è subito ricongiunta al suo nucleo famigliare!!

Posted by Parco Nazionale dei Monti Sibillini on Venerdì 15 gennaio 2016
FINE
Pubblicazione
 

Sondaggio

Hai mai assaggiato prodotti a base di Canapa?

 No, mai. Non conosco alimenti a base di Canapa
 No, ma ne ho sentito parlare. Non mi interessano
 No, alla prima occasione sicuramente li assaggerò
 Sì, una volta ma non ho gradito
 Sì, mi sono piaciuti e appena possibile ripeterò l'esperienza
 Sì, Li ho trovati buoni e talvolta li acquisto
 Praticamente la Canapa è entrata nella mia dieta; specialmente l'olio di semi di Canapa
 Praticamente la Canapa è entrata nella mia dieta; specialmente le farine con cui preparo pane, pasta, dolci
 Praticamente la Canapa è entrata nella mia dieta; specialmente i semi di Canapa decorticati
 

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