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I Gre per la reintroduzione della Canapa nell’agricoltura delle Marche
Di Admin (del 22/06/2014 @ 08:34:44, in News, linkato 4122 volte)
Anche I Gre delle Marche vedono come fulcro delle loro attività la promozione di un tipo di agricoltura sì produttiva, ma soprattutto multifunzionale, sostenibile, rispettosa dell’ambiente e attenta alle esigenze dell’uomo e delle comunità nel tempo. Si è profondamente consapevoli del fatto che la degradazione del valore delle risorse naturali oggi, avrà dirette implicazioni sulla produttività agricola di domani. Biodiversità, conservazione del suolo e dell’acqua, dipendono da un’agricoltura sostenibile. I vantaggi di questo metodo di produzione rispetto a quello convenzionale sono facilmente riconoscibili (in particolare: conservazione della fertilità dei suoli e della biodiversità, riduzione di inquinamento da agro-farmaci, migliore rapporto con le risorse idriche, salute). La Canapa, come a molti noto, è una risorsa rinnovabile eco-compatibile. La sua notevole adattabilità, la diversificazione della destinazione produttiva e gli interessanti sbocchi commerciali in settori innovativi rispetto ai tradizionali ambiti tessile e cartario, oltre alla possibilità di praticarne la coltivazione con tecniche a basso impatto ambientale, accrescono l'interesse per questa pianta, che può rappresentare una valida alternativa alle tradizionali colture alimentari di cui la politica dell'Ue sta tentando di disincentivare la produzione a vantaggio di quelle in grado di fornire materie prime per le industrie di trasformazione, di cui risulta deficitaria (Gatto, Laureti). La Canapa è una pianta decisamente versatile: può essere coltivata ripetutamente sullo stesso terreno il quale ne risulta tutt’altro che impoverito ed è capace, con le sue radici profonde e sottilmente ramificate, di “ammorbidire” la struttura di quei terreni induriti da uno sfruttamento eccessivo. In tre mesi dalla semina è pronta per il raccolto. Una volta estratta la fibra tessile o dopo aver raccolto i semi, rimane la parte legnosa, o “canapulo”, che costituisce non un semplice sottoprodotto, ma un'altra importante materia prima. La coltivazione di Cannabis sativa L. ha registrato negli ultimi anni un notevole incremento a livello comunitario. Nelle Marche si parla di un prodotto per secoli presente nel settore agricolo e del quale, dalla seconda metà del Novecento, si erano perse le tracce a causa della prepotente comparsa sul mercato di prodotti derivanti dal petrolio che, e non da oggi, abbiamo scoperto essere uno dei principali motivi di degrado del Pianeta sia sotto il profilo prettamente ecologico, sia sotto l’aspetto sociologico ed antropologico. Tuttavia la strada è ancora in salita. Uno dei principali problemi della reintroduzione di questi prodotti all’interno del mercato contemporaneo è la ricreazione della filiera di lavorazione del prodotto tessile e legnoso che richiede investimenti estremamente ingenti, una sostanziale modifica delle abitudini produttive e dei macchinari per la sua lavorazione e, non per ultimo, la necessità di sradicare un persistente pregiudizio generale. Uno dei principali obiettivi dei Gre delle Marche è proprio quello di riuscire a ricostruire la filiera per intero partendo dal gradino principale: l’informazione e la divulgazione di informazioni chiare e corrette, passando per la ricerca a livello ecologico/produttivo e la sperimentazione in campo alimentare. Si sta lavorando nella tessitura di una rete di piccoli agricoltori e con il Centro di ricerca alimentare “CEREALI” si sta valutando l’impiego di questa pianta “multitasking” in tutte le sue sfaccettature. Lavori e prodotti di varia natura sono stati presentati al pubblico della provincia Anconetana in molteplici occasioni: Morro d’Alba, Ostra Vetere, Fermo e prossimamente anche a Jesi e in molte altre città marchigiane. Curiosità: il seme e l'olio di canapa Si insegna che Buddha mangiò solamente un seme di canapa per tre anni durante il suo periodo di ascetismo. La canapa esiste dal doppio del tempo rispetto alla soia, la dura corteccia esterna del seme non solo protegge la sua abbondanza di principi nutritivi, ma ha reso anche difficile il suo uso come cibo. Il seme di canapa è molto più nutriente di quello di soia in quasi tutti gli aspetti ed altrettanto versatile. Il cibo a base di canapa è in genere ricavato dal seme. E´ impossibile per questo seme contenere alcun THC, il componente psicoattivo della marijuana, che viene prodotto dalla cima fiorita della pianta femmina. I cibi di canapa sono ricchi in TLC, e non THC. Esistono persino ceppi di canapa con basso quantitativo di THC certificato, in Europa, per la produzione di fibra. Recenti ricerche scientifiche hanno dichiarato l´olio di canapa "L´olio naturale maggiormente bilanciato" per il suo alto contenuto ed il rapporto ottimale 1:3 dei due acidi grassi essenziali Omega-3 Linolenico (LNA) ed Omega-6 Linoleico (LA). Il suo profilo insolitamente ben bilanciato significa che si potrebbe usarlo tutta la vita senza mai soffrire da mancanza di Acidi Grassi Essenziali. E contiene anche l´Omega-6 Gamma Lonolenico (GLA) che lo rende unico tra gli oli commestibili (nessun altro olio da semi comuni contiene il GLA). di Eleonora Giuliodori