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Daniza: è successo ciò che non doveva accadere
Di Admin (del 11/09/2014 @ 22:51:43, in News, linkato 2480 volte)

 

 

La mamma Orso che ha tanto fatto parlare i media e ha smosso le coscienze di molti, è morta durante il tentativo di cattura, pare, per dose eccessiva di narcotizzante.

La notizia è stata data così, in maniera maldestramente asettica: un incidente di percorso. Come se si fosse trattato di un evento imprevedibile ma da mettere in conto. 

Ci sia consentito affermare tutto il nostro disaccordo. Un disaccordo che parte dal fatto che non si capisce proprio perché dovesse essere catturata e, soprattutto, perché la non necessaria cattura sia stata affidata a degli inetti. 

Se vogliamo credere alla involontarietà del gesto, dobbiamo arguire che chi è stato chiamato ad eseguire l’operazione non sia in grado di calcolare la dose di anestetico necessaria. Non è un fatto di poco conto.

Anzi, si tratta di una manchevolezza che dovrebbe portare alla messa in stato di accusa del responsabile, oltre che all’immediata sospensione da ogni incarico nell’attesa di accertare cosa sia realmente accaduto, e perché?

Non abbiamo notizia di esame autoptico sui resti della povera Daniza ma chiediamo a gran voce che venga fatta chiarezza. 

Col programma Life Ursus, la provincia di Trento ha ricevuto molti danari per immettere degli Orsi in un ambiente ostile. 

Se si erano estinti, in quella zona, un motivo ci sarà pur stato, no? 

Bene, per ricevere tutti quei danari, sicuramente avranno scritto nel progetto che avrebbero ri-create le pre-condizioni minime necessarie la buon funzionamento del progetto.

Tra queste operazioni le più importanti sarebbero dovute essere:  la segnaletica di istruzione per gli umani e la preparazione dei tecnici veterinari chiamati ad occuparsi degli Orsi.

Risultato? Un allegro cercatore di funghi se n’è andato, bel bello, a farsi ferire da una mamma con cuccioli, e i veterinari hanno fatto secco l’orso con una over dose di tranquillanti. 

Si poteva immaginare un fallimento più clamoroso? Evidentemente, no. 

Inutile dire quanto non vorremmo essere accomunati a chi – evidentemente bisognoso della dose di tranquillanti eccedente per Daniza – si esprime augurando terribili, divine punizioni per lo sprovveduto cercatore di funghi o per chi – sempre pensando alla buona fede – non ha saputo fare il lavoro per cui era stato istruito. 

Certo si comprende, però, lo stato d’animo di chi, allarmato dai proclami delle scorse settimane non crede alla casualità dell’evento e denuncia l’uccisione di Daniza come atto deliberato. Per questo, ribadiamo, è assolutamente necessario che venga eseguita l’autopsia. Occorre capire se, per debolezza sua, Daniza non ha sopportata la dose iniettata – e sarebbe un incidente – o se è stata la dose fuori misura e saremmo di fronte alla responsabilità grave con l’aggravante del dolo eventuale. Sarebbe, anzi, da dimostrare che non ci sia stato l’ordine di uccidere l’Orso mascherando un incidente, visto che un suicidio sarebbe stato poco credibile. 

La notizia della morte di Daniza è molto triste ma, ahinoi, non è la sola. Resta sempre l’incognita – ma è una certezza – che i suoi cuccioli non possano farcela da soli e allora si tratterà di vera e propria strage.

Anche su questo non abbiamo notizie su quali siano le intenzioni delle autorità, per tentare di salvare almeno i cuccioli. Catturarli per tentare di salvarli sarebbe una buona opzione, però, questa volta, attenti ai metodi utilizzati. La prima volta non siete stati granché bravi. 

Per finire, siccome occorre sempre pensare al futuro, che fine farà il progetto Life Ursus? E l’Europa come si comporterà di fronte a progetti analoghi? Lo scopriremo solo vivendo, cantava Lucio Battisti, Daniza, invece non lo saprà mai.

 

Massimo Guido Conte

 

 

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