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Marche: i comuni non applicano la legge sul randagismo
Di Admin (del 05/09/2011 @ 22:39:19, in la Città della Canapa, linkato 1381 volte)

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Pangea
 
Scritto da Massimo Guido Conte
  
Lunedì 05 Settembre 2011 20:47
 
 Dal nostro corrispondente a Senigallia - L’Asur4, attraverso il suo servizio veterinario garantisce il recupero di randagi in tutta la zona territoriale di Senigallia, quindi anche nei territori dei vari comuni limitrofi. 
 
Tuttavia si è costretti a decidere di subordinare l’intervento ad una esplicita richiesta, a mezzo telefax, da parte dei vigili del comune interessato in quanto accade che alcuni municipi contestino l’intervento - e quindi il pagamento del medesimo - adducendo motivazioni del tipo: “chi ci garantisce che il territorio su cui è avvenuta la cattura sia propriamente il nostro”? 
 
Accade quindi che nelle ore notturne o nei giorni festivi, il randagio segnalato al servizio non possa essere prelevato e resti in potenziale pericolo ed ancor più concretamente un pericolo.  
 
Risulta del tutto evidente la pretestuosità di tale posizione soprattutto in considerazione del fatto che stiamo parlando di pochissimi prelievi l’anno; almeno di quelli sospetti, avvenuti in campagna dove l’operatore addetto alla cattura può capitare che si sbagli. 
 
Inoltre la sentenza della cassazione civile del 25 agosto 2011 dispone: “Il Comune è responsabile per le aggressioni dei cani. Sussiste la violazione del neminem ledere”. 
 
Occorre interpellare i sindaci dei comuni interessati per riconsiderare la questione anche e non incorrere in sacrosante richieste di risarcimento, sempre che il danno sia risarcibile. 
 
Al contempo è necessario invitare i dirigenti dell’Asur4 ad erogare il servizio comunque, confidando - al limite - nella magistratura che non può non riconoscere le motivazioni di necessità ed urgenza e quindi obbligare i comuni refrattari ad occuparsi dei randagi sul loro territorio come espressamente previsto dalla Legge 281/91.