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La Tradizione è innovazione oppure non è.
Di Admin (del 28/11/2009 @ 10:02:12, in News, linkato 1689 volte)

"Navigatori senza bussola ... ... impreparati sulle modalità di uscita dalla crisi." Serve "...un progetto strategico per il futuro della regione" 

Con queste parole il professor Carlo Carboni* inizia il suo ragionamento per chiedere, con toni fermi e convincenti, un colpo di reni da parte della Regioe Marche.

La crisi che ha colpito, anche, la nostra Regione deve rappresentare un'opportunità per promuovere uno sviluppo sostenibile nonché utilizzare al meglio le potenzialità delle nuove tecnologie ed imprimere nuova linfa al cosiddetto "Marchingegno" obsoleto nell'attuale scenario globale.

Come sosteniamo da tempo, occorre un layout che consenta sia la gestione dei nuovi fenomeni, sia il consolidarsi di quelli già in atto.

Molto importante la sottolineatura del fatto che, parlando di "identità marchigiana" non si deve intendere una sorta di "identità nazionale" che nel mondo globale "e complesso" potrebbe risultare "paranoico" anche solo il ricercarla quanto piuttosto rinvigorire ".. le appartenenze in un territorio e coalizzarle in un percorso comune ispirato da una piattaforma culturale condivisa ..."

L'aupiscio è che l'energia "grigio-verde" - la cosiddetta materia grigia coniugata con lo spirito ecologista - rappresenti il fomite di una rivoluzione culturale in grado di promuovere "...un’industrializzazione del sapere.." necessaria a "tirare in alto la crescita soprattutto con innovazione e tecnologie" in "...una direzione da seguire nel medio-lungo periodo."

Il target di questi interventi è individuato nella sanità, l’alimentazione, la logistica, la genetica, le nano e le eco tecnologie e l'informatica, nonché l’agroalimentare, il

biotecnologico e il biomedicale. Occorrerà intervenire sul ciclo di raccolta dei rifiuti e sul loro impiego per la produzione di energia ma anche nella gestione del traffico urbano e l'adeguamento dell'edilizia ai canoni di ecosostenibilità.

Oltre a ciò "I Gre delle Marche" hanno individutato anche un determinato modello di turismo caratterizzato dall'impiego delle risorse del Territorio con itinerari che escludano lo stravolgimento del medesimo da un punto di vista sia degli insediamenti edilizi, sia della viabilità valorizzando gli aspetti naturalistici, artistici e archeologici e ritengono che le considerazioni del prof. Carboni relativamente agli aspetti dallo stesso citati siano perefettamente sovrapponibili anche a quest'ultimo aspetto e particolarmente alla ricerca di una sinergia con le regioni limitrofe nell'ottica di una gestione che tenga conto della omogeneità del Territorio al di là dei confini di carattere amministrativo.

Anche per lo sviluppo dell'industria del turismo, quindi, si rende necessaria "un’industrializzazione del sapere e la sua finanziarizzazione" garantendone la remuneratività non soltanto in termini prettamente economici ma anche di sviluppo dell'intero sistema in grado di aumentare il reddito e ridurre l'impatto sull'ambiente.

Alcune proposte sono state avanzate ed hanno ricevuta una buona accoglienza sul piano delle considerazioni generali. L'impegno è quello di insistere cercando partner volenterosi e, al contempo, promuovere campagne di informazione utili a diffonderne la filosofia.

Abbiamo iniziato con le parole del professor Carboni, ci piace concludere allo stesso modo con cui lo stesso chiude il suo articolo** : "Esistono buone basi di partenza; vediamo se esiste un’intelligenza collettiva in grado di metterle in valore."

 

* docente di Sociologia all’Università Politecnica delle Marche
** "il Corriere Adriatico" del 27 XI 2009